C’è sto tipo che indossa una maglia con una fantasia di gelati. Tutti uguali. Unico gusto. No, giuro, adesso non voglio mettermi a fare il critico di moda. Non ne sarei capace. Ma… Quello che mi ha ricordato il ragazzo, è la moda delle magliette rosa di una decina di anni fa. Ho sempre criticato questo tipo di outfit. Non so manco come si scrive sta parola, per la serie,

‘critico di moda’ = lo stai facendo bene.

Oppure,

ti stai laureando in lingua inglese = lo stai facendo bene.

Vabbè comunque, uso questo termine da quando l’ho sentito dal mio coinquilino vegano (eh si, scusatelo, ma non siate razzisti) (porca troia è vegano, no nero) (giuro che sto scherzando) (una volta lessi il post di un amico su Facebook che affermava che smetteremo di essere razzisti quando saremo capaci di chiamare ‘stronzo‘ una persona di colore, senza essere accusati di razzismo. Non so se era proprio questa la frase. Ma è una questione di integrazione. Si porta dietro sia aspetti positivi che negativi. Benvenuti nella “normalità”. Io adoro le opposizioni tra bene e male. Non ci posso fare niente. Yin e Yang.. Si scrive così? Porca troia, oggi voglio proprio umiliarmi..!!).

Ricollegandomi al mio racconto sul coraggio di chi scrive beh.. Forse ci vuole coraggio anche a scrivere. Pronunciare le parole è una cosa ma a scriverle.. Beh. Puoi sbagliare in qualsiasi momento un apostrofo. (Giuro continuerò a scrivere “qual’è” per tutta la vita) (Ho reso questo testo illeggibile per una platea di persone) (Cioè tipo, quello che sta leggendo questo testo dovrebbe poi spiegare come ho scritto ‘qual’è’. Potrei anche ritrovarmi a essere io quel narratore se tutto dovesse andarmi bene). Tornando alle magliette rosa, io le odiavo. L’ho già detto? Aspetta che ricontrollo sopra se l’ho già scritto…

No ok, ho scritto che le ho sempre criticate. Per me comunque non è una cosa virile.

Che poi non so se la virilità si possa dimostrare con il colore dei tuoi indumenti. Forse con l’intimo si. Ma fatto sta che, per quanto mi sforzi di avere una mentalità aperta, ho i miei cazzo di limiti. Purtroppo. E per quanto considerassi queste persone come parte del mainstream (no comment ancora sul termine utilizzato) (mamma giuro che sto studiando) forse ero io la mentalità chiusa e non me ne sono mai accorto.

O forse ho sbagliato tutto.

E sono sicuro che il voler essere non-mainstream genera una serie di altri flussi main. Quindi, il mainstream non esiste. Forse io non esisto. Forse tu non esisti. Ma un parere condiviso lo determina. Non su Facebook. Condiviso a parole, coglione.

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