(Sembra una parola spagnola)
È volutamente errata.

(Dillo che hai titubato mentre scrivevi)

Ah?

(Dillo che non sai se l’hai scritta correttamente)

Ma che vuole questo?

(Dai, fai vedere a tutti come ti piace l’apostrofo dopo “qual”. Dai su.. Scrivi “qual’è”. Dai, nessuno è qui per giudicarti…)

Qual’è.

(Ahhh.. Che ignoranza)

In spagnolo.

(Ignorancia)

In inglese.

(Ignorance)

In napoletano.

(E’ politic’)

Perfetto. Siamo preparati.
Nell’era del controllo ortografia da parte dei computer, mi sento continuamente sotto esame, quando digito le parole col mio cellulare.

Porca miseria, me le suggerisce anche prima che io possa pensarle!

 

Senti voglio scrivere “pummarola”.

(Correzione: puntato la)

Sì certo.

Vogl’ a pizz ca puntato la ngopp.
Ma che ne sai!

Questi computer si stanno prendendo troppa confidenza.

Un altro poco arrivano anche ad ordinare al posto nostro al ristorante.
“Senti, portaci due porzioni di patatine”

(Forse cercavi, french fries?)

“No, proprio le patatine fritte”

(French Fries)

“Vabbuò.. O puparuol nmbuttunat, s po fa?”

(Puparuolo? Forse cercavi Pupo – Gelato al cioccolato)

“No, mo e murí”

E forse ci stiamo rincretinendo.

Tutti con la testa nel cellulare, tutti i cellulari nella testa.

Sempre a scrivere, chattare, farsi foto, video, e ora la finisco di dire banalità. Ne abbiamo sentite abbastanza. Ma comunque..

L’altro giorno mi chiedevo, se arriveremo mai in quel futuro in cui l’amore si fa digitale. Lontano.
Lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle con chat tipo “Superfighetto e Megatipina” (ahahah ma davvero?), c6, fino ad arrivare alle attuali chat di incontri.
Guardate, io non metto i paletti a nulla. Cioè un tipo di rapporto a distanza, potrebbe giovarne di un cambiamento di questo tipo. Sarebbe comunque un po scomodo l’ingresso usb, ma lascio a voi spaziare con l’immaginazione. (Immaginazione, due g? No, per favore, su questo sei preparato).
Sarebbe tipo:

Ricerca Google: “Trova il punto G”.

(Minchia che sfigato)

Ricerche correlate: “esiste il punto g?” o “il punto g, questa leggenda”. (Leggenda, due g?). La prego, la smetta.
E se si scarica il cellulare? Lei ti dirà che sei durato poco?

(Ma che hai oggi?)

Sono le pillole. Mi fanno questo effetto.
E forse un giorno, parlerò con i miei figli, usando parole come:

“Ai miei tempi l’amore si faceva in un altro modo! Oggi è tutto diverso!”

“Papà… Ma che palle!!”

“Ah… Nicola mi raccomando usa sempre la protezione! Hai scaricato l’antivirus?”

“Siiii… Adesso stai zitto che sto vedendo la TV a tubo catodico.”

“Ma abbiamo la televisione in 3D…”

“Papà il catodico è figo! È vintage!”
‘Sti ragazzini, non capiscono un cazzo.

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