(The Pullman Show)
Le scarpe. Non entrano nella borsa. Si, ho un dannatissimo 47. Brutta storia. So’ barche (da quando viaggio con Amnesty assumo dialetti strani). 09:17 e tutto va bene. Il bagno è occupato e qui siamo tutti pronti a fare la valigia. Io sto seduto e guardo ste cazzo di scarpe che non vogliono entrare. Sto continuando questa storia che avevo cominciato ieri… E ora sono le 09:12 del giorno dopo. Rettifico sono le 19.21 non so di quale giorno. Il tempo passa e non gli sto dietro. Va veloce. Parlavo di scarpe.. Ma non so più quello che volevo dire. Ho perso il concetto. Ma per fortuna ho preso il treno. Sono le 16:33. Sono a casa, influenzato, mi annoio parecchio e alla fine… Ho capito dove mi deve portare ‘sta storia. Cioè parla di scarpe, da qualche parte deve portare. Alla fine ci sono entrate in valigia (per chi si fosse affezionato alla storia iniziale). Mi sono abboffato di vitamina c, vivin C, acqua calda, latte caldo, miele, limone, e papà mi propone di prendere lo zenzero. Non se ne può più… Mi sento una cavia da laboratorio, sono pronto a provare di tutto. Rimedi naturali e non.. Vogl sta buon. 21:09 di nuovo non so dove arriverà questo report. Comunque, ho mangiato le zenzero disidratato. Fa cagare. Sembra tagliato col peperoncino. Porca troia spero che funzioni. Sono una di quelle persone che quando sta male, si lamenta. Sempre. 11:34 nel bagno a fumare una sigaretta. Mi guardo allo specchio e attendo tante risposte: che venga pubblicato il mio articolo, che mi rispondano a dei messaggi dei probabili sostenitori della mia associazione, che mi facciano sapere se stasera sarò a Bari o no. Così tante cose da fare… Così poche informazioni. Oggi la mia giornata dipende da tante persone. 15.49 nel pullman per Bari. La tipa che è seduta nel sediolino di fronte al mio, mangia dei crackers con la bocca aperta. Mi sembrava stizzita quando mi sono soffiato il naso, quindi forse ora, si sta vendicando. Non ho fatto tanto rumore, giuro. Sono solo raffreddato! 15.02 del 2 novembre. Di ritorno da Bari. Sto con le valigie ammucchiate ad aspettare i miei amici che si sono dispersi qui intorno. Qualcuno al bar, qualcuno a salutare amici di Bari, qualcuno alla ricerca di info per il prossimo pullman. 21.52 sto andando alle prove col gruppo, questa sera dobbiamo ripetere tutta la scaletta. Prima di scendere mi sono sentito con Peppe e gli ho stampato il testo dell’ultima canzone che abbiamo composto. 

18.45 ritorno a Napoli. Sono nel treno con le mie care valigie. La migliore risposta che ho imparato quest’anno è stata: Partire. Penso che sia giunto il momento di chiudere questo report. Questa, piu o meno, è una mia settimana tipica. Senza alti, né bassi. Solo la tranquilla vita movimentata di una persona che ancora non sa che cazzo fare, pur facendo tanto, pur facendo poco, pur facendo abbastanza poco. Buongiorno, buonasera e buonanotte a tutti.

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