L’autolesionismo che ci piace

“Dimmi che mi hai tradito!”
“Amò ma che stai dicendo?”
“Dimmelo!”
“Ma che c’entra..?! No comunque! No!”
“Dillo che quando non mi conoscevi, sei stata con il bagnino!”
“Ma quale bagnino?”
“Ahhh, quindi ne sai più di uno?!”

E questo è tutto…

Siamo un po’ fatti così.
Anzi… Siamo proprio fatti così (cit. Cristina D’Avena – Il corpo umano).

Vogliamo farci del male. Vogliamo sentirci unici. I soli. Sempre amati.

Ma…
Purtroppo…

(Oggi te la stai prendendo comoda)
Sto tutto “yeah”.

Purtroppo (cit. Davide Sasso) a volte siamo un po’ troppo paranoici con i nostri partner.
Ci riflettevo oggi.
Pur non avendo una partner.
Ci pensavo.

Alla fine, pensateci, se siamo così paranoici, è solo perché ci conosciamo troppo.

Se temiamo che la nostra metà ci tradisca, è solo perché sappiamo noi stessi, quante volte l’avremmo potuta tradire, se solo lo avessimo voluto.
(Maronn quanti tempi difficili. M sta scurren o sang ro nas)
O forse lo avete fatto (latrin!).

Ma non è questo il punto.
Gli “appiccichi” (i litigi) inutili, non servono a niente.
Gli appiccichi, inutili, non servono a nessuno.

Vi faccio lezioni di napoletano italianizzato.

Appiccicatevi per le cose serie.
Parlate di Israele e Palestina.
Parlate di musica, arte, cinema.
Fate i seri…

A finale, se volete essere una coppia felice… Pensate ai vostri nonni.

Di sicuro non si appiccicavano per un “mi piace” su Facebook, o per un trillo di MSN. (Waa che cacciat ro cascion! – e per piazza Garibaldi, deve proseguire dritto di lì)

Al massimo si mettevono le corna senza che nessuno sapesse niente… Ed erano felici.

Ma a noi piace sapere se il nostro partner ci tradisce!
Anzi!
Vogliamo che lo faccia!

“Amò tradiscimi!!! Aggia sta mal!!! Famm mal!”

Ma non lo diciamo…
Ci piacciono i melodrammi.
I finali a sorpresa.

Si.

E poi andiamo ad uccidere la salute a tutti su Facebook.

Ciao.

[dal Diario di un ex paranoico, ormai sobrio]

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