Ma perché deve essere così complicato?

Facciamola facile.

Filtro a “S” e chiudiamola semplice.
Senza farla a bandiera.
Senza farla complicata.

Pasta con la salsa.
Compriamo i pelati.
Cipolla, basilico e tutto il mondo è più bello.

Un drink semplice: vodka lemon, anzi no senza vodka – assoluto, anzi no senti dammi una birra.

Una Peroni.
Un Heineken.

Chi se ne frega del dopo.
Pensiamo ad ora.
Mi basta pensare ai tuoi occhi.
Alle tue labbra.
Al tuo odore.

Facciamo un viaggio.

Prendiamo il treno
e scappiamo.
Andiamo a mare.

Che ne pensi di Sorrento, di Meta…?
Senti, lascia stare il treno e andiamo a casa mia.
Nella vasca, anzi una semplice doccia.
Fancu** le candele, accendiamo la luce.

Lascia stare la luce, ci vediamo in camera da letto.
Non togliamo manco le lenzuola, le coperte, rivoluzioniamo l’arredo, le tende, il tappeto e spostiamo tutti i mobili.

Tanto poi finisce sempre così. E cosà.

E poi mi dici che sono uno stronzo.
Perché penso solo a questo.
E a quello.

Il mio problema è che non mi faccio troppi problemi.

Mi basta solo questo.

Mi basta essere come due ragazzini che si abbracciano in un parco.

Lui le dice “mi dispiace”.

E lei lo stringe a sé dicendogli “io ti perdono, ma lo sapevi che mi avresti fatto del male”

E lui piangendo le dice ancora “mi dispiace”

E tutto finisce lì. In quell’attimo di tenerezza.

Facciamola semplice.
Amiamoci come due ragazzini al parco.

Fammi un sorriso.
Perdonami.
E spegniamo la luce fino all’alba.

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