Questa notte ti ho pensata.

Eri con me, in un abbraccio,
dispersa tra le mani
con il fiato sul collo
e la notte come giacca.

Accanto a me.
Nell’universo infinito.

In cui non siamo niente.

Tessere di un mosaico.

Ma che dico?
Atomi di tessere di un mosaico.

(troppo poco)

Atomi di atomi di atomi fatti di atomi di altri atomi che non sono mai stato bravo in chimica, fisica o cosa ca*** ti pare.

Ma hai capito.
(O forse no)
Eravamo insieme.

E forse… Il mondo suonava una canzone.
Ma che dico?
La cantava.

La nostra canzone.

Quella commerciale.
Che girava anche con i video di Dawson’s Creek una decina di anni fa.

Quella praticamente dove nel video ‘sta una tipa bionda che sembra Marissa di O.C.

Che poi muore.

E ci sono rimasto troppo male.

(…)

Torniamo al punto.

Ti dicevo…

Eravamo lì nascosti dal mondo.
Nei miei sogni.
Nella mia testa.

Quella che è andata avanti.
Insieme al corpo.

Ma i pensieri vanno sempre indietro.
Perché non sanno cosa li aspetta domani.

Domani…

La canzone degli Articolo.

Ti faceva piangere già quando stavamo insieme.

I tuoi pensieri andavano avanti.
E io ti spingevo indietro.

“Torna a letto amò.
È ancora presto.
Domani è già tardi.”

Rimaniamo nascosti ancora un po’.

Dietro i paesaggi.

Quelli che il pittore non ha dipinto.
Dietro la storia che nessuno sa.

Io e te.
Li dietro.
Coloravamo paesaggi.

Quei passaggi…
Che nessuno guarderà mai.

Quelle note…
Che nessuno ascolterà mai.

Ora basta.
Devo andare.

Si è fatto tardi.

È mattino.

E purtroppo amore.

Purtroppo oggi amore…

Purtroppo oggi…
È già domani.

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