UN ANNO!

Ieri il blog ha fatto un anno!

Auguri!

(Anche a te e famiglia!)

Anche a te e soreta!

(Mamm’t)

Cosa accadeva un anno fa?

Beh…Un giovane ragazzo della provincia di Napoli…
No, aspè…

Un giovane e bel ragazzo della provincia di Napoli pubblicava storie di vita quotidiana sul suo profilo Facebook…

Ma che dico…!?

Un giovane e bel ragazzo simpatico della provincia di Napoli…

(Stai esagerando)

Ok. Iniziai a scrivere queste storie perché mi annoiavo di aspettare la metro a Garibaldi, non avevo voglia di studiare, di lavorare o comunque mi scocciavo di scrivere cose impegnative.

Le storie iniziarono a prendere più “mi piace” delle mie foto in bikini o in bagno.

La gente iniziava a commentare, scrivermi, pariare. Le storie si accumulavano, ed io ero veramente felice di tutto questo, cioè quello, felice di tutto quello…

(…ma si può dire?)

Fatt e cazz tuoj!

Allora… Ma c’era un problema.

Il problema era che non sapevo veramente dove volevo arrivare con quei post…

Eugenio continuava a ripetermi:

“Oh! O scrivi un libro o ti apri un blog! Altrimenti perdi tutto!”

‘Sta cosa mi mise abbastanza ansia, anche perchè Eugenio è bravo a far sentire in colpa le persone. Quindi, basta! Apriamo il sito!

Iniziò a smanettare vicino al computer e ci ritrovammo sul sito di Aruba.

Ok. Perfetto. Ci siamo!

“Si lo stiamo facendo!”

Ok! Grande!

“Perfetto!”

Ok… Come lo chiamiamo il sito…?

“Grande!”

Si grande! Ma come lo chiamiamo il sito?

“Come il sito?”

Eh, come lo devi chiamare?

“Ahe… E chi ci ha pensato…”

Ahe…

“Grande!”

Eh…

E quindi passammo una buona mezz’ora a pensare il nome del sito.
Alla fine dopo un paio di prove, uscì il nome…

“Google!”

No… Già lo hanno preso.

“Ok allora Facebook!”

E niente. Non è vero. Alla fine uscì “Resto di Sasso” che sta a significare anche il “resto” di Davide Sasso – o anche Resto D. Sasso.
Il “resto” perché il sito era concepito per infilarci dentro gli eccessi di ciò che scrivevo. Le cose che pubblicavo. Il “resto” degli scritti che potevano essere letti, rispetto a quelli privati.

Poi ha assunto un altro aspetto durante il corso dell’anno.

Volevo il dominio “.com” ma un giornale di Sasso Marconi già lo possedeva, quindi mi buttai a terra e iniziai a piangere.

Dopo una buona mezz’ora di lamentele, mi ripresi, e iniziai a riempire il sito.
Ora immaginate se tutte le pippe mentali che vi siete fatti nel corso della vostra vita, prendessero una forma ben precisa…

Il puzzle stava per essere completato… Ma c’era ancora un problema enorme…
Dovevo aprire la pagina Facebook.

Andai su Facebook, creai la pagina e iniziai a condividere, sponsorizzare e far conoscere i miei contenuti.

Ed ora…
Ora.
Eccoci qua.

Che bello…

(Eh si)

Eh si…

(Eccoci qua…)

Si.

(Sempre qua…)

Dove siamo adesso.

(Eh…)

Sempre davanti a un computer…

(O al cellulare…)

Forse sarebbe il caso di uscire…

(Eh…)

O al massimo studiare…

(Eh…)

E ja…

Fatt’ curagg’.

Stai da tre ore su questo post…

Va a sturià.
Mamm’t già t sta guardann’ stuort’…

Ja… Spegni.

…ja cià!

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