Mi avete chiesto tanto.
Abbastanza.
Forse anche troppo.

Mi hanno detto di tutto…

La musica non è una cosa seria.
La poesia non è una cosa seria.
I sogni non sono una cosa seria.

Ok, va bene.
Ma siete degli idioti.

Il mondo ha bisogno di molto altro.

Questo pezzo lo dedico al mio gruppo (Reverse), e a tutti quelli che hanno deciso di vivere una vita lontana dalle masse, o cavalcando le onde giuste.

E ora vi dico una cosa…
Non abbiamo bisogno dei vostri monologhi perbenisti.
Non abbiamo bisogno della critica per partito preso.
Non abbiamo bisogno dei vostri discorsi razzisti, idioti e inutili.

Vi impossessate di identità nazionali che non esistono.
Difendete pareri che non sono i vostri.

Sono stanco degli artisti di strada che fanno gli alternativi il sabato, e il lunedì sono per strada a disegnare Cristo, la Madonna e i santi.

Sono stanco di questo parlare per citazioni. Questo parlare accademico, da saggistica.
Questo continuo far ribaltare nelle bare filosofi e studiosi.

Sono stanco della bocca piena di parole, e la testa vuota di contenuti.

Sono stanco della musica di mer** italiana, sono stanco del lavoro di autori sconosciuti che scrivono per dare luce ad artisti-immagine.

Artisti che non hanno più le pal** di mettersi in gioco.
Sono solo artisti col cu** degli altri.

Sono stufo dei politici. Dell’opposizione.
Di questo discorso bilaterale della politica.
C’è sempre una dicotomia tra il potere e tra chi dice di tutto per ottenerlo.

Sono stanco dei fascisti, dei comunisti, dei grillini, dei complottisti, dei disillusi, dei cuozzi, dei metallari e di tutti coloro che hanno smesso definitivamente di “essere”, per cercare di “sembrare”.

Sono stanco dell’amore come concetto assoluto.

Sono stanco del dolore come status perenne.

Sono stanco degli assolutismi, dei qualunquisti, degli arrivisti.

Sono stanco di tutto, e non mi riposo.

Resto a guardarvi.
In silenzio.
E scrivo di voi.

Avete cercato di convincermi, di buttarmi a terra, di cambiarmi…

E quando lo vedete questo momento?

Ne incontrerò tanti altri come voi.
Ne moriranno tanti oggi, e ne nasceranno tanti altri domani.

Ma questo non conta molto…
Siete soltanto un numero.

Spero che la vita vi dimostri in punto di morte, che c’era molto di più dei vostri microuniversi.

Per il momento cercate di cambiarmi, di abbattermi, di valutarmi…

E ancora una volta vi dirò:

E quando lo vedete questo momento?

Continuate a distruggere sogni e a tagliare le gambe ai santi.

C’è tanta sabbia come voi nel mondo…

Siete sabbia.
Solo sabbia.
Sabbia e polvere.

E con la sabbia, noi che andiamo oltre…

Prendiamo un po’ di acqua…
E ci costruiamo palazzi.

Buona giornata.

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