Sono morte le stagioni.

E con esse, anche la mia voglia di te.

Non so quando è accaduto…
Tipo: ora.

Finisce così un “bel ca**o di niente”.

Mi nonna non piangerà, perché non sapeva neanche della tua esistenza.

Sto ascoltando artisti che non reputo validi nella radio.
È un po’ come è andata a finire con te.

Eri carina, davvero.
Per le prime due settimane.

Poi sei diventata pazza, isterica, strana.

Non ti preoccupare, capita molto spesso di sentirsi incompresi dal mondo.

Ma con te…
Cioè.
Capisci.

È il mondo che deve per forza avere un serio problema con te.

Mentre scrivo questo pezzo, penso che tanta gente fraintenderà il contenuto, sentendosi protagonista.
Peccato che io parli proprio di te. Si, proprio di te.

Avrei dovuto capirlo dall’inizio che non poteva andare.
Troppo differenti.

Dicono: gli opposti si attraggono.

Il problema nostro è che appartenevamo a due pianeti completamente diversi.

C’erano i presupposti per una bella serata insieme.

Toglici l’alcool, le sigarette e la musica: rimane un bel ca**o di niente.

E quindi mia cara musa che non ho amato mai, sappi che ne troverai altri migliori di me.

Non sono stato il primo, non sarò l’ultimo e di certo non sono il meglio che ti potessi aspettare.

Diciamo tra i migliori. Ma non amo pavoneggiarmi in pubblico…
Ti ho detto che ho un blog?

Lasciamo stare. Le relazioni sono un concetto relativo.

Le definiamo solo perché ci hanno insegnato a fare così.

Ma sai una cosa?

Stai attenta agli stro**i come me.
Quelli, non cambiano mai.

E manco imparate.
E manco impariamo.

Le stro**e, ci fottono sempre.
E viceversa.

Goodbye.

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