Avresti fatto bene a chiudere tutte le porte…
Piuttosto che pensare alle stanze, alle finestre, alle tende…

Hai detto “basta, qui non entra più nessuno!”.

“Semplice, e un po’ banale”
[cit. “Acqua e sale” – Mina e Adriano Celentano]

Dici che vuoi stare sola…
Silenziosa.
Ma continui ad attendere che questa solitudine possa poi finire.

Ma parliamoci chiaro… I labirinti sono difficili. Complicati.
Niente che sia paragonabile ai piccoli ostacoli che hai lasciato lungo la strada.

Perché, se tu avessi voluto realmente che nessuno avesse accesso alla tua vita, piuttosto che chiudere tutte le stanze, le finestre e le tende, avresti chiuso la porta di casa.
E invece no.
Quella l’hai lasciata aperta, spalancata.

Sei lì, nascosta, alberghi ormai nel labirinto di carta che hai innalzato alle spalle degli sguardi altrui.

Hai piazzato quelli che definisci “muri invalicabili”, frontiere infinite…
Dici che vuoi qualcosa di nuovo, di diverso… Ma allo stesso tempo aspetti che bussino alla porta dei tipi splendidi con un base di conoscenza del tuo background che parta dal ricordarsi tutte le date importanti, matrimoni di parenti, onomastici dei tuoi cari fino alla prima volta che ti sei spezzata un’unghia – un trauma incolmabile.

Hai creato gli ostacoli, hai piazzato le trappole, nascosto le bombe – e aspetti amareggiata che il principe azzurro venga, non faccia il ricch**ne (senza offesa per gli omosessuali), e ti venga a salvare.

Ma parliamoci chiaro:

Perché credi che la “persona giusta” debba…
Saltare oltre il recinto, salire sul drago, perforargli il cranio con la sua spada, correre su tutta la rampa di scala, salire in camera, trovarti stesa-dormiente col trucco appena stuccato, silenziosa, mentre sei in posa manco fosse il tuo funerale, si avvicina al letto senza fiatone nonostante abbia appena fatto 6 rampe di scale, perché NO, non ti potevi accontentare di un castello a 2 piani, ne dovevano fare 6, perché 6 è un numero importante perché rappresenta il giorno della tua adolescenza quando ti sono venute per la prima volta le mesturazioni (e già il fatto che tu non te lo ricorda è un gran problema), e sei diventata D-O-N-N-A, e hai compreso che da quel momento tutto sarebbe stato complicato e incomprensibile per chiunque si fosse avvicinato a chiederti una sigaretta, perché in realtà non voleva la sigaretta, ma ci stava palesemente provando, però non ci ha provato, e quindi è uno str**zo senza pa**e che non ha fatto nulla per conquistare la donna che sarebbe stata la più importante di tutta la sua ca**o di vita, ma stavamo parlando del principe azzurro che soave tu vuoi che si avvicini al letto, ti accarezzi i capelli (che sono incredibilmente morbidi e profumati), e nonostante abbia appena lottato con un drago, corso a cavallo, salito un’infinita rampa di scale, tu credi che debba avvicinarsi a te asciutto, profumato, con uno splendido alone di vita e cose belle, SI ACCOSTI, TI PRENDA, E – TI – BACI?!

Ma… Perché?

Cioè, hai praticamente…
Noleggiato un costume da drago, chiamato una ditta per il labirinto, un’altra ditta per il castello, hai precisato che il castello doveva essere di SEI E SOLO SEI piani per forza, cioè che l’ascensore doveva partire dal pulsante PT (piano terra) fino ad arrivare al NUMERO SEI, hai avvisato amici e parenti che non saresti stata a casa ma che comunque potevano raggiungerti nel TUO CA**O DI LABIRINTO attraverso una piccola porticina nascosta dietro l’albero sulla destra, hai pagato un attore per fare il drago, hai dato disposizioni che se fosse arrivato il principe non doveva sapere un ca**o della porticina sul retro perché da lì potevano accedere solo amici e parenti, perché NO, NO, col ca**o che il principe non si fa SEI PIANI A PIEDI per raggiungerti, te la devi conquistare ‘sta DONNA qui, perché ‘sta DONNA QUI, non è come tutte le DONNE LÌ!
‘Sta DONNA QUI È DIFFERENTE!

E quindi, hai fatto tutto sto bordello, e poi…
Dici che vuoi stare da sola, hai bisogno di una pausa perché state correndo troppo e ora sei confusa…

E CI CREDO CARA MIA!

Vai a vedere e in realtà, il problema è che stai ancora pensando al tuo ex. Quel gran co***one che ti ha tradita 1727 volte e che ti fa stare male, ma che in fondo tu ami, hai sempre amato e per sempre amerai – e lui non ti c*ga.

Mia cara, tu c’hai i problemi.

Parlo chiaramente, penso che con questa storiella del ca**o, ho davvero riassunto la matrice base di tutti i fo**utissimi corteggiamenti, con donna come perno movente (e uomo corteggiante – ho inventato i termini).

Sono stanco dei teatrini. Sono stanco dei giochetti.
Anche se in fin dei conti…
Oggi parlo così, domani la penserò sempre diversamente.

Oggi sono stanco. Stravolto. Abboffato dal pranzo della domenica e da tutte le vostre false storie complicate.

Ci si dovrebbe esprimere senza filtri, senza censure, senza giochetti o paranoie.
Io, te, e 80 milioni di modi per arrivare al letto, senza dover passare dalla tangenziale.

Mi dicesti: Facciamo un gioco…
“Io mi nascondo tra le mie paure,
e tu vieni a cercarmi”

Mi accorsi improvvisamente
di essere finito
davanti a uno specchio…

Senza avere
manco le forze
per conquistarmi.

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